Programmitv.info

NCIS: New Orleans

Serie TV (2015)

raidue

Sono bastati veramente pochissimi giorni all'ape Maia per capire che la vita all'interno del suo alveare, con le sue troppe regole e le normali e monotone attività di ogni giorno non fanno proprio per lei. Così, curiosa di vedere cosa c'è oltre quella prigione dorata e mielosa, decide di partire all'avventura, accompagnata dal suo amico Willi, una svogliata e fiacca ape. Dopo tanto vagabondare, entrerà a far parte di una piccola comunità di insetti e fra ragni suonatori di violino, farfalle vanitose, madri coccinelle apprensive, scarafaggi stercorari felicemente coniugati, topi con gli occhiali, ma soprattutto grilli esuberanti e con un cilindro in testa, si costruirà una nuova e più movimentata famiglia con cui vivere. Un intero mondo che la vedrà coinvolta, puntata per puntata, in nuove scoperte, nuovi viaggi, temuti pericoli e incredibili situazioni. Il tutto sempre all'insegna dei buoni sentimenti. Serie tv prodotta, fra il 1975 e il 1976, dalla Apollo Film e dalla Nippon Animation, nonché terza coproduzione Germania Ovest/Giappone dopo Heidi e Vickie, il vichingo. Suddivisa in 52 episodi della durata di 24 minuti l'uno, la regia è affidata a Seiji Endô, poi autore di Rascal, il mio amico orsetto (1977) e a Hiroshi Saitô (Vickie, il vichingo, 1976). L'anime prende il via dal racconto per bambini di Waldemar Bonsels (Germania, 1983-1950) "L'Ape Maia e le sue avventure", abbastanza corto (meno di 200 pagine) e sceneggiato da Nisan Takahashi. Prima fra le due serie, fu trasmessa in Italia inizialmente su Rai Due, a partire dal febbraio 1979, passando poi su Rai Uno e infine su Italia 1 con le repliche e l'immancabile sigla cantata dall'annunciatrice e conduttrice televisiva Katia Svizzero. La direzione del doppiaggio fu affidata a Rino Mencuccini per la Edi Film, e fra i doppiatori si può trovare anche l'attore Massimo Dapporto, che presta la sua voce a una guardia dell'alveare. Non è solo un cartone animato di intrattenimento, L'ape Maia cerca pedagogicamente di educare e informare i più piccoli su temi e principi che stanno alla base dell'umano convivere. Assai rilevante è infatti il contesto sociale, scenografia dietro la quale si dipanano tutte le storie della piccola ape bionda, intessuti gli uni con gli altri come i fili dell'argentea ragnatela dell'aracnoide Tecla. Anni di lavoro ben spesi, insomma, perché Endô e Saitô sono due veri precettori dell'animazione, che si ispirano a molli e familiari tratti e a confortanti atmosfere (i fondali sono in effetti semplicissimi e quasi primitivi), per intrecciare la vita di differenti insetti fra di loro, rispettando fortemente la "cultura" di ognuno di loro. Non esiste razzismo, tutti i personaggi sembrano destinati fin da principio a formare una grande famiglia. Cattura i più piccoli (anche se la visione andrebbe consigliata agli adulti) con una meravigliosa spontaneità. Tolleranza, dialogo e origine comune dei sentimenti che va aldilà del numero di zampe possedute o della possibilità di avere o meno un paio di ali per volare lontano.